I Fondamenti del dialogo ecumenico

1 – Definizioni
Ecumene: Terra abitata
Ecumenismo:  processo storico verso l’unità visibile delle chiese
Chiesa: Assemblea di credenti
Denominazione / Confessione: definizione di appartenenza a una determinata chiesa

2 – Sintesi storica
Il movimento ecumenico
Nascita in un contesto missionario preparata dalla cultura pietista del XVIII secolo (ambito tedesco)
E’ senz’altro possibile far risalire l’inizio del movimento ecumenico moderno al 1910, l’anno della  Conferenza mondiale della Missione a Edimburgo. I rappresentanti delle società missionarie protestanti, più di 1300 persone, si riuniscono per trovare rimedio agli scandali e ai danni causati alla missione dalla divisione tra le chiese.
Alcuni anni dopo, nel gennaio del 1920, una lettera del Patriarcato ortodosso di Costantinopoli viene inviata a tutte le chiese cristiane del mondo. All’inizio dell’estate dello stesso anno, c’è un nuovo intervento, questa volta però da parte anglicana: i vescovi riuniti a Lambeth, il palazzo londinese dell’arcivescovo di Canterbury, pubblicano un appello a tutti i cristiani.

Da allora il percorso ecumenico si muove su due binari fondamentali: quello del dialogo teologico e quello che viene definito il cammino dell’ecumenismo pratico.  Quest’ultimo prende avvio nel 1925 a Stoccolma con la nascita del gruppo “Vita e Azione” = sorgente dell’odierno movimento ecumenico, parte dall’idea che non la teologia ma l’impegno sociale, le relazioni e la preghiera uniscono.
Due anni più tardi (1927 a Losanna) il dialogo teologico porta alla nascita del movimento  “Fede e Costituzione” che si propone di affrontare le questioni dottrinali che dividono i cristiani.

Con il passare degli anni, nel mondo protestante, si coglie la necessità di far convergere i due movimenti, evidentemente complementari, visto che Vita e Azione si occupa della presenza e dell’attività delle Chiese nel mondo, mentre Fede e Costituzione affronta direttamente le differenze dottrinali.

Dopo la II guerra mondiale, sulla scia della nascita di altri organismi internazionali (ONU), si arriva all’idea di creare un organismo comune anche tra le chiese: il Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC o WCC). Esso nasce ufficialmente ad Amsterdam nel 1948 con sede a Ginevra.
Il Consiglio Ecumenico delle Chiese (sigla: CEC; il nome inglese è World Council of Churches, letteralmente: Consiglio Mondiale delle Chiese) è il più grande segno e il più importante strumento del cammino ecumenico delle Chiese cristiane. E’ l’organismo ecumenico più rappresentativo finora realizzato. Ne fanno parte più di trecento Chiese di tutti i continenti.
La Chiesa cattolica è l’ultima ad unirsi a questo movimento storico. L’apertura si ha con il Concilio Vaticano II. Una sostanziale rottura con le tesi più intransigenti si ha con il pontificato di Giovanni XXIII, soprattutto con alcuni suoi interventi, redatti da lui personalmente, come l’allocuzione Gaudet mater ecclesia, con la quale apriva il concilio Vaticano II l’11 ottobre 1962 e con la quale affermava la necessità di distinguere la sostanza del deposito della fede dal modo della sua enunciazione. Questa affermazione fondamentale, che consentiva una rilettura storica del dogma e una sua riespressione nei termini contemporanei, venne ripresa dal concilio (Unitatis redintegratio 6 e Gaudium et spes 62) e costituisce uno dei fondamenti del dialogo ecumenico contemporaneo.

Altro passo importante: Enciclica Ut Unum sint (1995): giudizio positivo sulla nascita del movimento ecumenico con chiaro riferimento a Edimburgo.

Attualità: L’Ecumenismo oggi è un cammino su tre piani: I – teologico, II – pastorale-spirituale, III – di rinnovamento e riforma delle chiese (conversione personale e rinnovamento istituzionale)

3 – Principali strutture istituzionali di dialogo
• Chiesa cattolica:
– Segretariato per l’Unità (nato col Concilio) poi (1988) Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani

A livello italiano:
-Commissioni regionali
-Uffici diocesani
In alcuni casi Consigli di Chiese

A livello europeo:
CCEE (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa)

• Chiese protestanti e alcune chiese ortodosse
KEK (conferenza delle chiese europee)

• Tutte
A livello mondiale CEC (Consiglio ecumenico delle chiese a Ginevra)

Il CEC:
L’attuale CEC raccoglie l’eredità di tre diversi movimenti: "Fede e Costituzione" (tuttora operante come commissione a sé all’interno del Consiglio), che cerca l’unità attraverso il dialogo dottrinale; "Vita e Azione", che cerca l’unità nell’impegno comune e solidale al servizio dell’umanità; il "Consiglio Missionario Internazionale" (confluito nel CEC nel 1961), grazie al quale resta viva la coscienza del nesso indissolubile tra unità e missione.
Il Consiglio convoca ogni dieci anni circa delle assemblee mondiali, che costituiscono le grandi tappe del cammino ecumenico; l’ultima ha avuto luogo nel febbraio 2006 a Porto Alegre, in Brasile. Fin dalla sua fondazione, la sede del CEC è a Ginevra.
La base teologica del CEC, fissata nel 1948 e ampliata nel 1961, è la seguente: "II Consiglio Ecumenico delle Chiese è un’associazione di Chiese che confessano il Signore Gesù Cristo come Dio e Salvatore secondo le Scritture e cercano perciò di realizzare insieme la loro comune vocazione per la gloria dell’unico Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo". Non vuole essere dunque una super-Chiesa ma desidera, invece, aiutare le Chiese a diventare ecumeniche nei loro rapporti reciproci e a crescere insieme verso l’unità visibile.
Dal 1965 la Chiesa cattolica è entrata in dialogo, a livello internazionale e locale con tutte le altre grandi famiglie di chiese cristiane e con lo stesso CEC, pur senza entrare formalmente in esso. Si è costituito infatti un  “gruppo misto di lavoro” che collabora attivamente alle attività del CEC.  Congiuntamente ha scelto di partecipare a pieno titolo alla Commissione Fede e Costituzione. In questo modo la teologia cattolica ha potuto dare il suo contributo al lavoro della commissione e, indirettamente, alla stessa definizione degli obiettivi e della natura del CEC.

4 – Metodi usati per la gestione dei conflitti
 

PREGHIERA (storia dell’ottavario)
 

DIALOGO (termine usato 3 volte nella UR 1965, 30 volte nel Direttorio ecumenico 1993) –
La linea preferenziale per il dialogo bilaterale non ha impedito la partecipazione cattolica a consigli di chiese a livello nazionale e regionale. Il Direttorio ecumenico del 1993 ammette espressamente questa possibilità e attribuisce alle conferenze episcopali la decisione in merito.
Si deve segnalare anche la collaborazione a livello europeo tra Conferenza delle chiese europee (KEK) e il Consiglio delle conferenze episcopali europee (CCEE). Le assemblee europee di Basilea (1989), di Graz (1997)  e di Sibiu (2007) hanno impresso un nuovo stile alla collaborazione attraverso l’allargamento della partecipazione e lo sviluppo di un significativo ecumenismo di base.
Il dialogo esige:
– pariteticità
– reciprocità
-cura della ricezione

COOPERAZIONE (Traduzione interconfessionale della Bibbia, Attività caritative)
Principali dialoghi aperti e loro risultati:
Elenco dialoghi (bilaterali o multilaterali) in corso tra le varie chiese.
Dialoghi non ufficiali (soprattutto Gruppo di Dombes)
Dialoghi ufficiali (raccolti nell’Enchiridion oecumenicum, EDB 1986-
a) un esempio mondiale > Dichiarazione congiunta sulla dottrina della Giustificazione 1999
b) un esempio europeo > Charta oecumenica 2001
c) un esempio italiano > Documento sui matrimoni interconfessionali 2000

 

5 – Strumenti necessari
-Costruzione di un linguaggio comune;
-valorizzazione di accordi su argomenti specifici anche marginali;
– Assemblee di popolo (Vedi CD)

6 – Principali acquisizioni
Figura ecclesiologica della communio imperfecta
Conquista del concetto di “gerarchia delle verità”
Fraternità riconosciuta

7 – Principali ostacoli
Ordinazione delle donne
Proselitismo
Primato di Pietro

8 – Questioni attuali
Forma dell’Unità > Koinonia – Ecclesiologia delle chiese sorelle
Intercomunione
Martirologio comune
Questioni di Etica

Testi di riferimento:
• J. A. MOEHLER INSTITUT (ed.), Le Chiese cristiane nel Duemila, Queriniana 1998
• G. BRUNI, Grammatica dell’ecumenismo, Cittadella editrice 2005 per le pp.50-73
• AA.VV., Dizionario del Movimento Ecumenico, EDB 2001

• Charta Oecumenica 2001 (ne esistono varie edizioni)
• Per parte cattolica: l’enciclica Ut Unum sint  (1995)
• Per parte evangelica:
– L’Ecumenismo e il dialogo interreligioso (Documento del Sinodo valdese), Claudiana 1998
– Valdesi, Metodisti e Pentecostali in dialogo, Claudiana 2002
• Per parte ortodossa: L’occidente visto dall’oriente. Reazioni di intellettuali russi all’ecumenismo occidentale, Qiqaion 2001

Date importanti del movimento ecumenico
1910 Conferenza missionaria di Edimburgo.
1920 Enciclica del patriarcato ortodosso di Costantinopoli.
Appello di Lambeth.
1925 Vita e Azione: conferenza di Stoccolma.
1927 Fede e Costituzione: conferenza di Losanna.
1928 Enciclica Mortalium animos di Pio XI.
1935 Paul Couturier: preghiera per l’unità come Cristo la vuole.
1937 Conferenza di Oxford (Vita e Azione) e di Edimburgo (Fede e Costituzione).
Libro di Yves Congar Chrétiens désunis (Cristiani disuniti). Fondazione del Gruppo di Dombes.
1948 Amsterdam: nascita del CEC – Consiglio Ecumenico delle Chiese.
1949 Reciproco riconoscimento della comune del Padre Nostro.
1952 Fede e Costituzione: conferenza di Lund.
Conferenza cattolica per le questioni ecumeniche.
1954 CEC: assemblea di Evanston.
1959 Giovanni XXIII annuncia il Concilio Vaticano II.
1960 Creazione del Segretariato per l’unità dei cristiani.
Primi osservatori cattolici ufficiali a Fede e Costituzione.
1961 CEC: assemblea di Nuova Delhi.
1962-1965   Concilio Vaticano II.
1963 Fede e Costituzione: conferenza di Montréal.
Nascita dei primi gruppi di famiglie miste
1964 Paolo VI e il Patriarca Atenagora s’incontrano a Gerusalemme
1965 Creazione del Gruppo Misto di Lavoro (Chiesa cattolica – CEC).
1966 L’arcivescovo di Canterbury, M. Ramsey, a Roma.
1967 Paolo VI a Istanbul; Atenagora a Roma.
1968 CEC: assemblea di Uppsala
Alcuni cattolici membri di Fede e Costituzione
1969 Paolo VI al CEC a Ginevra
1972 Pubblicazione del Nuovo Testamento della Tob (Traduzione ecumenica della Bibbia)
1975 CEC: assemblea di Nairobi.
Pubblicazione della Tob completa.
1978 Chantilly: prima riunione al vertice KEK-CCEE (Conferenza delle Chiese europee – Consiglio delle conferenze episcopali europee).
1982 Battesimo, eucarestia, ministero. Testo della Commissione Fede e Costituzione, Lima 1982.
1983 CEC: assemblea di Vancouver.
1984 Giovanni Paolo II al CEC a Ginevra.
1986   Giornata mondiale di preghiera per la pace convocata da Giovanni Paolo II ad Assisi (27 ottobre) con la partecipazione di rappresentanti delle Chiese
cristiane e delle religioni.
1989 Assemblea di Basilea (KEK e CCEE).
1990 CEC: raduno «Giustizia, pace e salvaguardia del creato» a Seul.
1991 CEC: assemblea di Canberra.
1995 Enciclica Ut unum sint di Giovanni Paolo II.
1997 Pubblicazione della Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione (rappresentanti della Chiesa Cattolica e delle Chiese Luterane).
1998 CEC: Assemblea di Harare.
Risoluzione del Consiglio della Federazione luterana mondiale circa la Dichiarazione congiunta.
Risposta della Chiesa cattolica alla Dichiarazione congiunta del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani di intesa con la
Congregazione per la dottrina della fede.
1999 Dichiarazione ufficiale comune della Federazione luterana mondiale e della Chiesa cattolica.
2001-2002 Charta œcumenica (KEK-CCEE: Conferenza delle Chiese europee Consiglio delle conferenze episcopali europee).
2006 CEC: assemblea di Porto Alegre.
2007  Terza Assemblea Ecumenica Europea di Sibiu