Ebbe origine nel XVI secolo

L’Anglicanesimo è una forma di cristianesimo che ebbe origine nel XVI secolo con la separazione della Chiesa anglicana (o Chiesa d’Inghilterra) dalla Chiesa cattolica durante il regno di Enrico VIII. Sono seguite riforme dottrinali che hanno dato all’anglicanesimo l’assetto attuale: cattolico ma non romano, riformato ma non protestante .

Per gli anglicani la riforma e il distacco dalla Chiesa cattolica non hanno modificato la sostanza di una chiesa che aveva le sue origini nell’alto medioevo e che già prima di Enrico VIII godeva di una larga autonomia da Roma.

Nei secoli successivi, in diverse parti del mondo ma prevalentemente nel Commonwealth britannico, sono sorte altre chiese che hanno aderito all’anglicanesimo e che formano la Comunione anglicana. Queste chiese sono denominate “Anglicane” o, in alcune nazioni come gli USA e la Scozia, “Episcopali”. Le varie province ecclesiastiche sono suddivise in Diocesi.

L’Anglicanesimo mantiene una posizione particolare fra le Chiese sorte al tempo della Riforma Protestante e la Chiesa cattolica romana (talvolta chiamata Via Media), poiché ha mantenuto la struttura ecclesiastica del cattolicesimo con la successione apostolica dei vescovi e anche una liturgia tradizionale. Il clero è composto dai tre ordini di vescovi, preti e diaconi, e il celibato ecclesiastico non è obbligatorio. In quasi tutte le province le donne possono essere ordinate diacono, in molte prete e in alcune anche vescovo. Gli ordini religiosi vennero soppressi da Enrico VIII, ma nel XIX secolo sono stati ristabiliti. Le Chiese che sono “in comunione” con la sede di Canterbury compongono la “Comunione Anglicana”.

All’interno della Chiesa anglicana esistono tre correnti: la Chiesa bassa (Low Church) ha un carattere evangelico piuttosto intransigente; la Chiesa alta (High Church) si distingue per un ritualismo molto vicino a quello cattolico; la Chiesa larga (Broad Church) tende al liberalismo dogmatico.